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Leggenda vuole che il nome Gemmano derivi da Gemma in mano. Si
narra che un soldato etrusco sia stato ucciso dai romani mentre
portava un anello alla fidanzata. Quindi le origini del nome
potrebbero derivare dall'epoca romana. Sulle pendici della
collina vi sono resti della civiltà romanica ancora non portati
alla luce. Da reperti e documenti risulta che il luogo fin da
allora venisse individuato come "fondo geminum".
Successivamente il comune appartenne ai Malatesta e quindi allo
Stato Pontificio fino all'unità d'Italia. Sulle tre colline che
dominano il territorio comunale vennero edificati i castelli di
Onferno, Marazzano, Gemmano, dei quali ancora oggi esistono i
ruderi in parte restaurati.
Leggenda vuole che Dante Alighieri, dopo aver sostato dal conte
Ugolino della Faggiola mentre fuggiva da Firenze per andare a
Ravenna, scendendo la valle del Conca, si sia rifugiato nelle
grotte carsiche di Onferno (in origine chiamato Inferno) ed alle
stesse si sia ispirato per scrivere il cantico. |
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Le grotte di Onferno
Le grotte di Onferno rappresentano un complesso carsico di notevole
valore. Un fiumiciattolo sotterraneo ha scavato queste grotte
gessose dando luogo a cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano
nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi. Sono aperti alla
visita circa 400 metri di percorso spettacolare: grandi stanze con
le rare conformazioni dei "mammelloni", ampi corridoi segnati dal
corso d'acqua sotterraneo e una delle più numerose e varie colonie
di pipistrelli che si trovi in Italia.
All'uscita della grotta altri 400 metri di percorso in un ambiente
tra acqua, roccia, piccole cavità e splendida vegetazione.
Sopra il promontorio che sovrasta le grotte c'è il borgo di Onferno,
un tempo vero e proprio castelletto rurale, oggi recuperato a
strutture ricettive e di ristorazione. |
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Museo della Riserva naturale Orientata
Un museo naturalistico con finalità espositive e didattiche. Vengono
illustrate le emergenze che caratterizzano le grotte e la Riserva
dal punto di vista vegetazionale, faunistico, geologico. E' inoltre
presente un giardino botanico.
Il tutto è annesso al Centro Visite delle grotte, ricavato nella
antica Pieve di Santa Colomba e che rappresenta ovviamente il punto
obbligato per le migliori escursioni nella zona e all'interno della
cavità. |
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Valle del Conca
Quella della Valconca è terra di colline, decisamente belle, che si
avvicinano lentamente all'Appennino senza mai assumere un tono
aspro, dove i campi di grano si alternano alle vigne, gli uliveti a
qualche raro castagneto, le querce ai primi pascoli utilizzati per
la pastorizia.
E sopra le colline interi paesi che si allungano su dorsali
affusolate o si alzano sulla cima dei promontori. Molti visitatori
della Valconca si sorprendono per la bellezza delle sue campagne e
dei suoi panorami, dove il mare è sempre presente e i monti, anche
quelli più distanti, fanno sempre parte dell'orizzonte. |
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